Minori non accompagnati, lo Stato ha un debito col Comune di 7,6 milioni al 2024

Lo ha detto l’assessora comunale al Welfare Lodi rispondendo a un’interrogazione in Consiglio comunale della consigliera Sicignano (Lista Salis). Progetto per un hub per i minorenni per non usare gli hotel come luogo di accoglienza

Una richiesta di chiarimenti e una risposta articolata su numeri, criticità e prospettive. In aula, Laura Sicignano (Lista Salis) ha ricordato la vulnerabilità dei minori stranieri non accompagnati — spesso reduci da guerre, povertà o catastrofi — e un episodio discriminatorio accaduto in città ai danni di un giovane affidato a una famiglia. «La vera accoglienza non è solo protezione fisica: servono percorsi educativi e relazionali», ha sintetizzato, chiedendo a che punto sia il sistema cittadino di accoglienza e quali progetti siano in campo per sostegno psicologico e inserimento.

Nella replica, l’assessora Cristina Lodi ha definito la rotta politica: «Genova deve essere una casa dove restare». Oggi, ha spiegato, il Comune gestisce circa 420 minori/e fra Sistema di accoglienza e integrazione, collocamenti fuori regione, giustizia minorile e neomaggiorenni, in un quadro di risorse incerte: «Dallo Stato attendiamo 7,6 milioni per il 2024».
Le misure annunciate
- Hub d’ingresso per minori: una struttura da circa 20 posti, con permanenza 5–6 giorni per valutazioni sanitarie, psicologiche, linguistiche e l’assegnazione alla soluzione più idonea. Obiettivo: superare l’uso degli hotel come accoglienza.
- Assistenza sanitaria e psicologica: prosegue l’ambulatorio sperimentale avviato con la rete territoriale (finora 284 ragazzi seguiti, 45 casi clinici significativi intercettati), con focus su trauma, stress post-viaggio e continuità delle cure.
- Lingua e formazione: spinta su insegnamento dell’italiano, raccordo con scuole, volontariato e percorsi per i 16–18enni; impegno a favorire l’accesso ai centri per l’istruzione degli adulti e a costruire ponti con la formazione professionale.
- Visite a tutte le comunità: a inizio 2026 l’assessorato incontrerà tutte le strutture che accolgono minori per allineare standard, bisogni e obiettivi.
- Sensibilizzazione: campagne e momenti pubblici per contrastare discriminazioni e promuovere convivenza e rispetto.
Lodi ha ricordato che, laddove emergano comportamenti a rischio o reati, «si interviene con gli strumenti tutelanti propri dei percorsi minorili», ma la bussola resta inclusione e futuro: lingua, formazione, lavoro e legami di comunità. «Vogliamo che questi ragazzi possano rimanere a Genova, restituendo alla città — anche in chiave demografica — il loro contributo di energie e competenze».
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